La Storia dell'STB - Si ringrazia la cortesia dell'Ing. Roberto Rossi per aver fornito testo ed immagini - Tennis Bassano 2016

Società Tennis Bassano - 1934
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La Storia dell'STB - Si ringrazia la cortesia dell'Ing. Roberto Rossi per aver fornito testo ed immagini

Il circolo
Questo genere di attività agonistica contribuì a diffondere la pratica del tennis nel bassanese e a far aumentare progressivamente il numero di coloro che si avvicinavano a questo sport, soprattutto tra gli studenti universitari
Furono proprio gli studenti universitari, all’inizio degli anni ’30, a farsi promotori della costituzione di un circolo tennistico bassanese. Si era nel ventennio fascista e il regime, accortosi della progressiva espansione del Tennis in Italia, aveva voluto estendere il controllo anche su questo sport imponendo la nomina di Augusto Turati, persona considerata “allineata”, alla Presidenza della F.I.L.T. (Federazione Italiana Lawn Tennis) e lo spostamento della sede da Genova a Roma.  Mussolini stesso, dopo una iniziale contrarietà antibritannica, si appassionò al tennis al punto da farsi costruire un campo nella sua villa dove giocava quasi tutte le mattine. Aveva anche un discreto “dritto”, ma il suo rovescio rappresentava un vero cruccio per i suoi istruttori.
Un giorno uno di questi lo consigliò di allenarsi sul rovescio, ma lui, dopo averlo incenerito con un’occhiata, rispose perentorio:”Noi tireremo diritto”.
Se vi è qualche dubbio sulla veridicità di questo aneddoto, non v’è dubbio alcuno che, nonostante l’imposizione del saluto romano alla fine degli incontri e il maldestro (e non riuscito) tentativo di cambiare il nome in Pallacorda, la giovane passione di Mussolini giovò al tennis italiano. Ne sono testimonianza la costruzione del complesso del Foro Italico e anche la vicenda di Giovannino Palmieri, il primo campione di Tennis di bassa estrazione sociale.
Fortissimo sin da ragazzo, Palmieri aveva subito un vero e proprio ostracismo da parte della aristocrazia del tennis e solo a 25 anni potè gareggiare, dimostrare il suo talento e dominare i campionati italiani dal 1932 al 1936. La sua partecipazione alle gare fu resa possibile grazie alle pressioni della componente “sociale” del partito fascista, pressioni dettate forse soltanto da demagogia e populismo, ma che in ogni caso contribuirono a rendere più popolare uno sport sino ad allora rigorosamente elitario.
Questo clima politico generale contribuì a spianare la strada alla proposta degli studenti bassanesi, proposta che fu subito recepita dal prof. Velo e soprattutto dalla Signora Nelly Facchinetti Velo. Già campionessa italiana di II^ categoria, Nelly Facchinetti apparteneva ad una famiglia molto legata al tennis, tanto da aver istituito un prestigioso trofeo nazionale di 3^ categoria in memoria di un giovane caduto nella grande guerra: la Coppa Lullo Facchinetti.
Fu il suo intervento ad indurre l’allora Podestà di Bassano Giacomo Bertizzolo a concedere al G.U.B. (Gruppo Universitari Bassanesi) l’autorizzazione a realizzare un impianto sportivo specifico per il tennis, utilizzando un terreno di proprietà comunale, attiguo allo Stadio Rino Mercante, terreno che proveniva da un lascito all’Ospedale di Bassano e da una successiva permuta tra l’Ospedale e il Comune di Bassano. La concessione prevedeva che l’impianto fosse gestito da un circolo tennistico, alla cui costituzione venne incaricato il diciannovenne studente universitario Michelangelo Dall’Oglio.
Così, con la presidenza di Michelangelo Dall’Oglio, venne costituito nel 1934 il Tennis Club Bassano, che contava 20 soci-giocatori, cinque dei quali erano donne. Tra queste c’era la Sig.na Edda Marcon che diventò successivamente campionessa provinciale di 3^ categoria.
La neocostituita società affidò all’Ing. Innerkofler l’incarico di progettare la costruzione di una palazzina (l’attuale segreteria) per gli spogliatoi maschile e femminile, una toilette e due docce. Gli impianti erano essenziali, addirittura spartani e la produzione di acqua calda avveniva con un sistema rudimentale, costituito da un fusto in ferro posizionato sopra le docce che si riscaldava con i raggi del sole (si giocava solo nella bella stagione). Per il campo di gioco (l’attuale n.2) si optò per la terra rossa con sottofondo di carbone e la realizzazione venne affidata alla ditta Righetto di Padova, una delle poche ditte specializzate di allora. Nel settembre 1934 l’impianto fu inaugurato ospitando l’incontro tra la rappresentativa di Bassano - formata da Cimberle, Guzzoni, Freschi, Dall’Oglio, Bortoli – e quella di Marostica.
Allo scoppio della guerra d’Etiopia il Tennis Club Bassano, che nel frattempo aveva assunto la denominazione «Società Tennis Bassano», fu costretto a sostituire il Presidente Dall’Oglio, partito come volontario per l’Africa orientale. Gli subentrò, ad interim, il vicepresidente Eugenio Ziliotto che rimase in carica fino al 1938 quando fu eletto il nuovo Presidente nella persona di Riccardo Marchiori.
La fine degli anni ‘30 vide la Società Tennis Bassano acquisire progressivamente visibilità e prestigio, consolidarsi ed ampliare la base societaria fino ad avere 60 soci. Si rese dunque necessaria la costruzione di un secondo campo che fu affidata all’Ing. Lamberto Marzuoli e realizzata grazie all’aiuto determinante del Colonnello Bignami, Comandante della Scuola Allievi Ufficiali.

La guerra e l’immediato dopoguerra
Quel periodo felice, già turbato dal rombo dei cannoni e dai sibili degli Stuka nel settembre del ’39, si interruppe bruscamente nel 1940 con l’entrata in guerra dell’Italia. Ancora una volta, a causa degli eventi bellici, si dovette sostituire il Presidente: a Riccardo Marchiori, partito per la Russia con l’ARMIR, subentrò, ad interim, il Vice-Presidente Gino Marcon.
La guerra, come si può facilmente intuire, ridusse drasticamente l’attività agonistica fino ad annullarla completamente nel terribile 1944 , sia a causa dell’esodo di molti soci dalla città, sia perché, sul terreno della STB, era stata scavata una enorme trincea in cui era stata installata una batteria antiaerea da 20 mm.
Con la fine dell’incubo della guerra la vita cominciò a tornare faticosamente alla normalità e, con essa, il desiderio di riprendere l’attività sportiva.
La STB volle fortissimamente, come la Fenice, rinascere dalle proprie ceneri e ci riuscì grazie all’impegno e alla caparbietà di due figure emblematiche: Antonio Fontana ed il Maestro Aniceto Razzetti. Praticamente privi di risorse, armati solo di coraggio ed ostinazione, si impegnarono nell’opera di ricostruzione di una struttura che era ridotta a poco più che un cumulo di macerie.
Ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci: in quel frangente fu determinante il ruolo di uno straordinario personaggio, Carrie Moom, un soldato americano di colore, studente di medicina e appassionato di tennis. Aveva l’incarico di sorvegliare lo stadio Mercante, trasformato all’epoca in deposito munizioni, ma, scavalcando il muretto di recinzione, egli era più spesso a giocare a tennis in quel che restava dei campi della STB, che non a fare la guardia alle munizioni.
E, poiché la grande trincea che ospitava la batteria antiaerea era diventata nel frattempo una discarica di bidoni, lamiere ed altri rottami ferrosi, Carrie Moom consentì di vendere quei rottami (merce molto ricercata a quel tempo) e di utilizzare il ricavato per i primi lavori di ripristino degli spogliatoi semidistrutti, in modo da permettere la ripresa di un minimo di attività agonistica.
Ma dovette passare ancora del tempo prima che la STB fosse in grado di rilanciarsi in pieno nell’attività e partecipare a gare a livello nazionale o regionale.

La rinascita e gli anni ‘50
Fu nel 1948, dopo il ritorno dalla prigionia in Russia di Riccardo Marchiori e la sua immediata rielezione alla Presidenza, che ci fu un nuovo impulso.
Con lungimiranza e nella convinzione della necessità di un maggiore coinvolgimento sociale del tennis, si iniziò un’opera di divulgazione tra i giovani, organizzando con il patrocinio della F.I.T., numerosi corsi di impostazione di base ed avanzati, come quello tenuto dal prof. Simon Giordano nel ‘52, dal Maestro Luigi Menzani nel ‘53 e dal Maestro Ivo Baranzoni nel ‘55.
Si realizzava così il progetto di Aniceto Razzetti, il Maestro diplomato all’ISEF di Bologna che operò a Bassano dal 1943 e se ne andò, rimpianto da tutti, nel 1947 per assumere il prestigioso incarico di Direttore Tecnico della Associazione Tennis Verona.
I risultati di questa politica della società non si fecero attendere: dalla metà degli anni ’50 , sotto la presidenza di Leone Frugoni, eletto nel 1954, il numero dei soci, soprattutto della fascia giovane, registrò un’impennata fino ad arrivare a 160 aderenti. C’era, in questo exploit, l’effetto trainante del generale spirito di ottimismo che pervadeva la società italiana. Erano gli anni del “miracolo economico”, erano, soprattutto, gli anni “ruggenti” del tennis italiano in cui si affermarono grandi campioni, da Fausto Gardini a Beppe Merlo (quello che ha inventato il rovescio a due mani) da Orlando Sirola al grandissimo Nicola Pietrangeli , colui che, con 164 incontri disputati, detiene tuttora il record assoluto di presenze in coppa Davis.
L’espansione dell’attività fu di portata tale da rendere indispensabile ed urgente l’ampliamento della struttura e, soprattutto, la costruzione di un altro campo di gioco. Fu il socio Ing. Ivo Ivanisevich, grazie all’intervento finanziario del socio fondatore Eugenio Ziliotto, a curare nel 1956 la realizzazione del terzo campo, la ristrutturazione della palazzina servizi, con l’installazione di docce elettriche istantanee e la costruzione di una “tettoia di ritrovo”.
Questo consentì di incrementare l’attività dei corsi giovanili che proseguì con successo con Maestri prestigiosi: Willy Lutterotti nel ‘59, Aniceto Razzetti nel ‘60 e ‘61, Enzo Vigni nel ‘62 e Giuseppe Zambon nel ‘63.
Accanto a tutto ciò non si possono dimenticare le manifestazioni mondane e di folklore legate alla tradizione popolare bassanese, come il tradizionale veglione di carnevale denominato “Cavalchina del Tennis” che riscuoteva ogni anno un grande successo di pubblico.
Vale la pena di illustrare ai più giovani o ai non Bassanesi il significato di questa denominazione. La Cavalchina, elemento fondamentale della tradizione popolare bassanese, era una struttura sopraelevata di legno che veniva montata in piazza Libertà nel periodo di carnevale e sulla quale le maschere salivano per ballare al suono dell’orchestra. Durante la guerra, ovviamente, rimase smontata nei magazzini comunali ma, quando, dopo la fine del grande incubo, i Bassanesi vollero riprendere anche questa tradizione, scoprirono desolati che la struttura lignea non esisteva più, probabilmente utilizzata come legna da ardere nel periodo della guerra. Il Comune si impegnò a costruirne una nuova, ma per quel carnevale non c’era più tempo; così con la calce furono tracciate sul pavimento della piazza delle righe bianche per simulare l’amata cavalchina.
Con la consueta arguzia il Presidente Gino Marcon così commentò :
«semo tuti qua coi pìe par tera parché la piantanforma no ghe xe pì»

Gli anni '60
Nel 1964 con la Presidenza di Erasmo Gasparotto si festeggiò il 30° compleanno della Società nella quale, con la direzione tecnica del Maestro Italo Guerra, iniziavano ad emergere giovani giocatori di talento, primi fra tutti Giorgio Gasparotto e Micaela Iccolti.
Gasparotto, campione regionale e triveneto per tre anni consecutivi, ha vinto numerosi tornei nazionali e per molti anni giocatore di seconda categoria, ha al suo attivo anche una vittoria su Adriano Panatta al torneo di Rovereto nel 1964. Micaela Iccolti, a sua volta campionessa regionale e triveneta, si è qualificata per la fase nazionale a Milano (le prime otto giocatrici d’Italia) della Coppa Porro-Lambertenghi ( in pratica il campionato Italiano under 13).
Questi due atleti hanno contribuito in modo determinante al prestigio della società con le loro vittorie, ma soprattutto hanno aperto la strada ad altri giovani campioni che ne hanno seguito l’esempio.
In quello stesso anno, ritiratosi il Maestro Guerra, subentrava il Maestro Stefano Tampieri, già istruttore al Centro CONI di Roma sotto la direzione della Prof. Wally Sandonnino e successivamente at T.C. Cagliari. La sua presenza è legata al periodo “magico” del Tennis bassanese, soprattutto a livello giovanile.
In quegli anni, infatti, la Società Tennis Bassano fu stabilmente ai primi posti in Italia. Dopo la breve presidenza di Bruno Camolese, dal passato sportivo di alto livello, come calciatore, subentrato nel’68 a Erasmo Gasparotto, fu eletto alla massima carica del sodalizio Antonio Fontana.
Correva l’anno 1970, una pietra miliare nella storia della società.

Gli anni '70
Iniziarono i lavori di grande trasformazione degli impianti: grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Pietro Fabris e alla generosità dell’Ing. Ivo Ivanisevich, che gratuitamente curò progettazione e direzione dei lavori, furono realizzati due nuovi campi, una nuova palazzina servizi con nuovi spogliatoi, il locale bar-ristorante e la piscina, facendo assumere alla struttura l’aspetto e le dimensioni attuali. L’ing. Ivanisevich fu giustamente insignito della qualifica di Socio Benemerito.
In quel periodo la STB ottenne i risultati sportivi più lusinghieri della sua storia. E’ del ’69 infatti la conquista del 2° posto assoluto ai campionati italiani allievi under 16 individuali da parte di Roberto Rossi il quale, dopo aver indossato la maglia azzurra per l’incontro Italia-Olanda, vinse  nel ’71 il campionato regionale Juniores e nel ’72 il campionato Italiano juniores a squadre con il CT Bologna.
Negli stessi anni Pierangelo Borgo, Lino Fantinato ed Aldo Viero conquistavano titoli regionali e triveneti e le squadre giovanili, grazie al contributo di questi giocatori, vincevano più volte i campionati regionali ragazzi ed allievi.
Il settore femminile non fu da meno, anzi proprio dal settore femminile emerse la vera star della società: Annapaola Mannucci, vincitrice nel singolare della Coppa Porro-Lambertenghi nel 1971, campionessa italiana categoria allievi nel doppio femminile nel 1973, sette volte campionessa regionale e triveneta, vincitrice di numerosi tornei nazionali e con ben tre presenze in azzurro. E poi la sorella Alessandra, a sua volta Campionessa regionale; Cristina Borgo, campionessa regionale nel 1969 e semifinalista a Milano nella Coppa Porro-Lambertenghi; Maria Nives Stevan che contribuì alla conquista dei titoli a squadre (la stessa continuerà a giocare in seguito con una brillante carriera da tennista Ladies).
Il merito di questi importanti successi va senz’altro attribuito agli atleti, ma non va trascurato il ruolo della società che coglieva i frutti della sua strategia impostata molti anni prima. Quella strategia, a prescindere dai vari Presidenti e dei vari maestri e tecnici succedutisi, aveva un nome: Antonio Fontana.
Dal 1945, dai tempi di Carrie Moom, egli è stato ideatore, realizzatore, organizzatore e amministratore, è stato il fac-totum, l’anima della STB e ne è tuttora la memoria vivente, tanto che senza il suo contributo non sarebbe stato possibile scrivere queste pagine.
Ha dato molto al tennis, non solo bassanese; già nel 1962 era incaricato del Comitato Regionale FIT per il settore giovanile e nel 1966 Membro effettivo del Comitato Regionale e dirigente FIT a livello nazionale. Meritate quindi le soddisfazioni ricevute, prima fra tutte, nel 1974, la conquista del Trofeo Colombo da parte della Società Tennis Bassano. Quel trofeo, mancato l’anno prima per un solo punto, consacrava la STB prima in Italia tra tutte le Società che non schieravano giocatori di 1^ e 2^ categoria.
L’attività era diventata frenetica, si organizzavano numerosi tornei a carattere nazionale di 3^ ed anche di 2^ categoria, fino al torneo giovanile “Joung Boys”, considerato un tra i più prestigiosi d’Italia. “Joung Boys” era la sigla di un’altra iniziativa ideata da Antonio Fontana: abbinare all’addestramento al tennis anche quello al nuoto.
Venne costituita una scuola di nuoto la cui direzione fu affidata al Maestro Alessandro Tagini, ex nazionale juniores, affiancato da Graziella Battaglini che sarebbe in seguito diventata sua moglie.

Gli anni '80
Purtroppo nello sport, come nella vita, a periodi ricchi di risultati seguono spesso periodi difficili
Prendendo a prestito una battuta di un personaggio politico dell’epoca, gli anni ’70 del tennis italiano si potrebbero definire “anni formidabili” : mai come in quel periodo l’Italia tennistica fu così in alto. Ma quei brillanti risultati, culminati con la conquista della coppa Davis nel 1976, furono come il canto del cigno prima del grande buio e, all’inevitabile declino di Panatta, Bertolucci e Barazzutti corrispose un improvviso declino di tutto il tennis italiano.
A Bassano si presentava una situazione analoga, seppur per motivi diversi: molti dei migliori giovani talenti si trovarono improvvisamente a fine carriera, costretti a scegliere tra il Tennis agonistico ad alto livello e gli impegni universitari e quindi professionali.
L’anno 1979 rappresentò un altro punto di svolta nella vita della STB: con il ritiro di Antonio Fontana si era concluso un ciclo, e come sempre quando si conclude un ciclo, per quanto positivo, si deve ripartire praticamente da zero.
Il nuovo Presidente Luigi Binda si trovò alle prese con una situazione difficile:la Società era in quel momento debole finanziariamente ed anche agonisticamente, con un solo giocatore classificato. Occorreva urgentemente impostare una nuova strategia imperniata, come in passato, sul settore giovanile, ma con strumenti diversi. I corsi organizzati negli anni ‘50 e ’60 avevano dato ottimi risultati, ma non erano più sufficienti; bisognava creare una struttura organica ad hoc.
A questo importante e difficile compito fu chiamato il Prof. Mariano Scotton con il quale iniziò una collaborazione destinata a durare più di vent’anni.
Il nuovo Direttore Sportivo si mise subito all’opera con l’obiettivo primario di impostare ed organizzare la S.A.T. (Scuola Addestramento Tennis), lo strumento indispensabile per formare nuovi campioni o, quanto meno, dei buoni giocatori e che diventò da quel momento la trave portante della Società Tennis Bassano.
Dopo l’installazione di una moderna copertura dei campi 2 e 3 “a pallone” in luogo della poco efficiente struttura geodetica esistente, bisognava organizzare il lavoro di equipe.
I buoni risultati, infatti, sono sempre frutto dell’opera di più persone che agiscono con convinzione ed entusiasmo in un serio lavoro di squadra
Questo è stato il principale obiettivo di Mariano Scotton: coinvolgere allievi, genitori, dirigenti e soprattutto i Maestri in un’unità di intenti che era (ed è) condizione indispensabile per la buona riuscita del progetto.
Scriveva Rino Tommasi in un articolo apparso sulla rivista Matchball: “Nel tennis non bisogna allenare solamente il fisico ed i colpi, bisogna anche allenare il sistema nervoso, le capacità di concentrazione e soprattutto la tenuta agonistica”.
Compito dell’allenatore è soprattutto promuovere le potenzialità formative ed educative, infondendo una giusta dose di stimoli, tale da incrementare l’agonismo, ma sempre riconducendo la prestazione atletica al divertimento per non provocare controproducenti stati ansiosi.
Era dunque una impostazione del tutto nuova che presupponeva un nuovo e diverso approccio degli allievi con lo sport e richiedeva, da parte dei Maestri, una particolare sensibilità e una specifica preparazione. In tal senso è stata preziosa l’opera iniziale del Maestro Stefano Tampieri , cui subentrarono dal 1982 i Maestri Roberto De Agnoi, Antonio Vanzo e Adriano Capelli.
L’obiettivo prefisso fu raggiunto con successo e con esso si realizzò quella sinergia fortemente ricercata che non tardò a dare buoni frutti.
Qui si sono formati Marco Moretto e Marco Fioravanzo e poi Casa, Sordo, Benacchio, Torelli, Gherardi e Tommy Moretto, ovvero una nuova generazione di giovani campioni .
Gli 8 anni della Presidenza Binda sono stati dunque gli anni del rilancio della Società che, nel 1984, festeggiava in buona salute il 50° compleanno. Nel 1987 assumeva la presidenza Giuseppe Baldin, in una fase ricca di significato. In questo periodo infatti la società si è irrobustita ed organizzata, dotandosi di regolamenti e assumendo quindi l’aspetto di una moderna società sportiva che, pur rimanendo una associazione senza fine di lucro e basata sul volontariato, dedicava grande attenzione all’efficienza e al raggiungimento di risultati.
In questo periodo fu portato a termine il rifacimento in materiale sintetico del campo n.1, già iniziato durante la presidenza Binda e fu realizzato ex novo l’impianto di illuminazione.
Il settore dell’agonistica dava nel frattempo molte soddisfazioni: nel 1987 la squadra under 16 vinceva il campionato regionale e si classificava al quarto posto a livello nazionale; nel 1989 era la under 14 a vincere il campionato regionale.
Nel 1990 la STB ha ospitato la finale di Coppa Italia, vinta quell’anno dal Palermo.
La scuola SAT, diretta dal Maestro Antonio Vanzo e successivamente dal Maestro Adriano Capelli, rimaneva uno degli scopi primari; tuttavia si sentiva la necessità di realizzare qualche cosa di molto importante,un evento che desse visibilità e prestigio.
Si pensò quindi di rinverdire il successo che aveva riscosso il torneo degli anni ’60 e riprendere la tradizione di portare a Bassano giocatori di alto livello in un torneo prestigioso.
Questo obiettivo fu raggiunto nel 1988 con l’organizzazione del Primo torneo Open, vinto dal B1 Francesco Michelotti.
Le difficoltà non mancarono, non fu facile neppure riempire il tabellone principale, ma quello fu l’inizio di una tradizione che ancor oggi continua e sempre di più propone Bassano come palcoscenico ove si esibiscono autorevoli giocatori provenienti da tutto il mondo.
Nel 1991, alla scadenza del suo secondo mandato, Giuseppe Baldin lasciava la Presidenza della STB, della quale veniva proclamato Presidente Onorario, continuando ad occuparsi di Tennis a livello regionale e nazionale. Consigliere Regionale della FIT nel 1989, è entrato nel 1993 nel Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti e dal 1997 al 2000 ne è stato il Presidente.

Gli anni '90
Anche con la Presidenza di Lamberto Gherardi, eletto nel 1991, la tradizione di portare eventi tennistici prestigiosi a Bassano è continuata, anzi ha avuto un acuto nel 1993 con l’organizzazione a Bassano di un incontro-esibizione Becker-McEnroe.
Ma, al di là di questo episodio che certamente ha fatto epoca, non si devono dimenticare gli importanti risultati ottenuti dalle squadre giovanili della STB dirette dal Maestro Capelli e, dal 1994, dal Maestro Pierangelo “Peter” Borgo.
Tra il 1992 ed il 1994 la squadra maschile formata da L.Liviero e Massimo Crivellari e quella femminile formata da Maria Luisa Dus e Susanna Greggio hanno vinto i Campionati Regionali under 12 ed under 14. Quel periodo è stato caratterizzato anche da una particolare attenzione all’aspetto sociale e mondano; furono organizzate varie manifestazioni e soprattutto si celebrò il 60° anniversario della fondazione della Società.
Nel 1995, alla scadenza del secondo mandato, si concludeva la presidenza Gherardi, seguita, dopo un breve periodo di instabilità, dall’elezione di Gabriele Boschieri. Il nuovo Presidente guidava una sorta di direttorio con la vice-presidenza di Graziano Biasin ed Ermanno Caretta ed un Consiglio nel quale erano entrati alcuni soci tra i più rappresentativi. Fu una scelta felice: questa squadra funzionò a dovere.
Partita forse con la convinzione di dover gestire una fase di transizione, si trovò in realtà a dover affrontare gravi ed improvvise emergenze, dimostrando, proprio nei frangenti difficili, compattezza, determinazione e capacità.
L’anno 1995, che pure era iniziato sotto i migliori auspici per la Società Tennis Bassano, con il conferimento della “stella d’argento al merito sportivo”, prestigiosa onorificenza del C.O.N.I., riservò in autunno un’amara sorpresa: il maltempo danneggiò in modo irreparabile il pallone di copertura dei campi.
La spesa per l’acquisto di un nuovo pallone rappresentava un impegno praticamente insostenibile per le esili risorse finanziarie della società; d’altro canto, l’alternativa era la sospensione di ogni attività invernale con conseguenze disastrose per la stessa sopravvivenza del circolo.
Come di consueto ci si rimboccò le maniche e, grazie a un contributo della Regione Veneto e alla disponibilità dei Consiglieri e di alcuni Soci che anticiparono il resto della somma necessaria, poco più di un mese dopo un nuovo pallone copriva i campi 2 e 3. Questo imprevisto, brillantemente risolto nell’immediato, penalizzò non poco la società negli anni immediatamente successivi. Si dovette sospendere per qualche anno il rimborso del vecchio prestito del Comune e ripiegare su interventi tampone per mantenere ad un livello di funzionamento accettabile una struttura che dopo quasi trent’anni dava evidenti segni di logoramento. Si riuscì comunque a realizzare due interventi importanti: il completo rifacimento dei campi 2 e 3 portati allo stesso livello con un nuovo efficiente drenaggio e la pavimentazione esterna. Questi lavori furono seguiti personalmente dall’Ing. Roberto Rossi che, nel 1997, era entrato come vice-presidente nel nuovo Direttivo guidato da Gabriele Boschieri.
In quello stesso anno, con l’affidamento della Direzione Tecnica ai Maestri Marco Moretto e Marco Fioravanzo, si verificò una consistente crescita sia in termini quantitativi che qualitativi della scuola SAT e di tutto il settore dell’agonistica.
Se già nel 95 il palmares della STB si era arricchito con il titolo regionale della squadra C3/C4 e nel 1996 con il titolo regionale della squadra under 16 femminile, nel 98 ci furono risultati ancora più significativi: la conquista del titolo regionale da parte della squadra under 18 femminile e, soprattutto, l’accesso della squadra B maschile per la prima volta al tabellone nazionale.

Il nuovo millennio
Terminato il secondo mandato di Gabriele Boschieri, veniva eletto alla Presidenza Roberto Rossi. Era il 1999, un’altra pietra miliare nella storia della società la quale si presentava alle soglie del terzo millennio con una forte propensione innovativa. La neoeletta dirigenza rappresentava essa stessa una novità: era infatti la prima volta che veniva eletto un Presidente con un passato tennistico di alto livello nella stessa società.
La novità più positiva del ‘99 è stata il consolidamento dei rapporti della STB con le Istituzioni pubbliche, in primo luogo con l’Amministrazione Comunale, ma anche con la Provincia di Vicenza e soprattutto con la Regione Veneto. Ciò è stato di vitale importanza per il raggiungimento degli obiettivi che la Società si era prefissa. Tre erano infatti gli impegni che la nuova dirigenza si trovò a dover affrontare: il rinnovo della convenzione con il Comune, in scadenza nel 2001, gli interventi oramai improcrastinabili di manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli impianti e lo sviluppo della Scuola SAT e del settore agonistico.
Per il rinnovo della convenzione, stipulata nel 1971 dall’allora Presidente Antonio Fontana con il Sindaco di Bassano Pietro Fabris, c’era stato qualche contatto con il Comune già negli anni precedenti con esito deludente. Non si riusciva infatti a superare un antico pregiudizio che tendeva a rappresentare la Società Tennis come un club esclusivo ed elitario, avulso dalla realtà sociale della Città.  Con l’elezione nel 1999 del nuovo Sindaco Gianpaolo Bazzotto è stato possibile instaurare un fruttuoso rapporto di collaborazione che ha prodotto importanti risultati con reciproca soddisfazione. Molto del merito di questa evoluzione positiva va attribuito all’allora Assessore allo sport Egidio Torresan il quale, abbinando alla passione sportiva una particolare attenzione ai problemi della gioventù, ha dimostrato di condividere la medesima concezione dello sport da sempre sostenuta e propugnata dalla Società Tennis Bassano.
La trattativa non è stata breve e neppure facile, ma alla fine si giunti alla conclusione con un accordo equo, anche se forse un po’ gravoso per la STB.
In questo periodo, completato il rimborso del vecchio prestito comunale e quasi completamente saldato il debito contratto con i Soci per l’acquisto del pallone dei campi 2 e 3, si è posto mano alla struttura, realizzando la nuova copertura del campo 4 ed altri interventi di manutenzione degli impianti.
Importanti novità si sono verificate nel settore agonistico; dopo la conquista del 2° posto della squadra C femminile al campionato regionale, si è avuta la qualificazione della squadra B maschile agli ottavi di finale del Campionato Italiano e la conseguente ammissione al campionato di A2 per l’anno 2000.
La promozione in A2 dava inizio ad una fase nuova in cui per la prima volta si poneva il problema di avere Sponsor di alto livello per poter acquisire rinforzare la squadra con nuovi giocatori di talento e renderla competitiva anche nella serie superiore. Tutto ciò richiedeva ai dirigenti un impegno inedito e gravoso, ma sicuramente stimolante ed entusiasmante.
Questo team è infatti la bandiera della Società e rappresenta la punta di un iceberg costituito da una ventina di squadre che partecipano ai campionati di tutte le categorie maschili e femminili, dai ragazzi under 12 agli under 18, dalla serie D alla serie C, dagli over 45 alle lady, con addirittura più squadre per ogni categoria, per permettere a tutti gli atleti, soprattutto i giovani, di partecipare comunque a competizioni ufficiali.
Collegata a questa proliferazione delle squadre si è avuta un’altra innovazione importante che riguarda il corollario mondano che ha sin qui accompagnato le manifestazioni sportive della STB.
Da oltre 50 anni infatti, i campi di via Col Fagheron ospitano un tradizionale appuntamento molto sentito in Città, i Campionati Bassanesi di Tennis la cui cerimonia di premiazione si è sempre effettuata nell’ambito di una festa espressamente organizzata. Questa kermesse ha avuto a partire dal 1999 un profondo rinnovamento e, da serata di gala, si è trasformata in vera e propria festa dello sport nella quale, accanto alle premiazioni dei Bassanesi vengono presentate le squadre dell’agonistica, presenti tutti i ragazzi, vincitori o sconfitti, bravi o mediocri, assieme ai loro genitori e agli amici.
Con questo spirito e in questa medesima direzione è mutato anche l’aspetto della “Cavalchina del Tennis”, il tradizionale veglione di carnevale che nelle edizioni dei primi anni del 2000 è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Panathlon Club di Bassano.
Tutto questo, oltre a contribuire all’immagine dello sport come strumento di aggregazione sociale, ha senz’altro contribuito a rappresentare la Società Tennis Bassano come una realtà ben collegata alla società Bassanese, addirittura un vanto per la città. Lo hanno confermato le manifestazioni sportive organizzate in quei tempi, a cominciare dalla splendida “Tennis in piazza”, che ha visto nel 2000 la piazza Libertà invasa da oltre cento ragazzini della STB e pervasa dalla loro presenza gioiosa. Lo ha confermato l’evento del 2001 quando Bassano è stata sede dell’incontro di Fed Cup (la coppa Davis femminile) Italia-Croazia
Quella manifestazione, organizzata nel Palazzetto dello Sport, generosamente messo a disposizione dal Comune, con il patrocinio ed il contributo concreto della Regione Veneto, si svolgeva contemporaneamente agli altri tre incontri a Tokyo, Adelaide e Bratislava. Questo basta da solo a dimostrare come si sia trattato di un appuntamento sportivo di prima grandezza a livello mondiale. L’organizzazione ha comportato due mesi di lavoro preparatorio e due settimane di intenso lavoro di allestimento, sotto la supervisione di Sergio Palmieri. Dalla cerimonia del sorteggio in Municipio, alla serata di presentazione ufficiale a Villa Loredan fino allo spettacolo sportivo che ha visto la vittoria dell’Italia sostenuta da circa 1500 spettatori, è stato un successo che ha ripagato tutti coloro che, sacrificando il tempo libero e talvolta anche il lavoro, si sono prodigati per l’organizzazione
Non si sono fermati qui gli appuntamenti con il grande tennis; sull’onda di questo successo si è disputato nel 2002 sui campi di via Col Fagheron il primo Torneo Satellite “Italy 4” seguito nel 2003 dal torneo “Italy 2” e nel 2004 e per alcuni anni a seguire il torneo “Future”, competizioni internazionali che assegnano i punti per la classifica A.T.P. e hanno visto impegnati giovani talenti tennistici di tutto il mondo. Sono passati per i campi della STB ad esempio Juan Martin Del Potro, Andrey Golubev, Benoit Paire, Denis Istomin e molti altri senza contare tutti i migliori giocatori italiani.
Accanto a questo non va dimenticato il torneo Open nato nel 1988 e che negli anni a seguire ha visto la presenza delle migliori racchette italiane di seconda e anche di prima categoria.
Ogni gara di questo tipo ha rappresentato un impegno non da poco, ma la Società ha sempre ricevuto i complimenti per la perfetta organizzazione e soprattutto per la perfetta condizione dei campi da gioco, considerati tra i migliori d’Italia.
Il 2004 resterà negli annali della Società Tennis Bassano, e soprattutto in quelli della Città di Bassano del Grappa, per un evento inedito, il primo Torneo internazionale di Tennis per atleti su sedia a rotelle. Organizzato in collaborazione con l’Associazione Prometeo, affiliata alla Federazione Italiana Sport Disabili e con il Panathlon Club di Bassano, il torneo ha avuto un successo straordinario, con un pubblico da grandi occasioni, nel quale spiccavano molte scolaresche.
Nemmeno in questo caso sono mancate le difficoltà: non è stato semplice organizzare questa manifestazione con la tipologia degli impianti esistenti, ma la STB ha voluto dare il suo contributo per consentire ai Bassanesi di assistere alle straordinarie performance di questi atleti, pur così duramente colpiti dal destino.
Quel torneo andava fatto ad ogni costo, anche se era necessario un miracolo. E il miracolo c’è stato: ancora una volta la Regione Veneto e il Comune di Bassano sono stati al fianco della STB con un concreto e tempestivo sostegno che ha permesso un radicale intervento.
Si è trattato di una vera e propria ristrutturazione: sono stati rimossi i dislivelli, è stato installato un ascensore che collega il piano seminterrato degli spogliatoi con il piano terra e con la terrazza del bar-ristorante, sono stati rifatti spogliatoi, servizi igienici e tutta l’impiantistica, la vecchia superficie in erba sintetica del campo n.1 e stata sostituita da una moderna superficie in geen set ed è stata ampliata e sistemata la palestra con funzione anche di sala multiuso.
Si sono così abbattute tutte le cosiddette barriere architettoniche e reso gli impianti sportivi della STB adatti a questi atleti e a queste manifestazioni anche per il futuro. Gli sforzi sono stati ampiamente ripagati. La forza e la vitalità di questi atleti hanno rappresentato una lezione di vita ed anche una lezione di…tennis, tanto è stato elevato il livello tecnico ed agonistico ed hanno portato una ventata di aria fresca, oltremodo salutare per lo sport di questi tempi.


E’ stata, ed è, la genuina passione dei Dirigenti, dei Maestri, degli atleti e soprattutto dei Soci i quali da sempre hanno costituito il tessuto connettivo che ha garantito l’esistenza stessa della società. Essi diventano di volta in volta protagonisti, sostenitori, sponsor, pubblico, attratti dal fascino di uno sport adatto a tutte le età, accessibile a tutte le fasce sociali e che riesce ad essere divertimento e, allo stesso tempo, agonismo, scuola di vita e spettacolo, uno spettacolo che, per quante volte lo si veda, non si sa mai come andrà a finire.
Forse il suo fascino è proprio questo.  Ritorna alla pagina inziale ...
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